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Tutta
la Storia di Ischia
Per gli antichi fu PITHECUSAE - AENARIA - STRADONE - INARIME -
ARIME - ISCLA.
L'Isola d'Ischia non ebbe sempre lo stesso nome. I
Romani la chiamarono Aenaria.
Esiodo, Omero, e Pindaro la chiamano Stradone, Àrime e
altri Pithecusae.
Il nome Ischia Per la prima volta si trova in una lettera di Papa
Leone III.
La natura vulcanica dell'isola d'Ischia, pur determinando la presenza
delle fumarole, i cui vapori alimentavano e alimentano le locali
terme, non ha impedito gli insediamenti umani, non solo in epoca
preistorica e protostorica, ma anche in quella greca, sannitica
e romana, come è testimoniato dai reperti archeologici.
Da questi risulta, infatti, che la presenza dell'uomo in questi
territori non si è mai interrotta.
Ischia fu popolata fin dai tempi più remoti, rinveniamo
i primi cenni storici certi con i Greci di Calcide e di Eretria.
Essi misero piede e fondarono la propria colonia nell'VIII secolo
a.C., a cui diedero il nome di Pithecusae, là dove oggi
si trova il comune Lacco Ameno. Pithecusae rappresentò
la prima e più settentrionale delle colonie greche d'Occidente,
la colonia non solo acquistò sempre più importanza
come centro industriale (lavorazione di ceramica, oro, argento,
ferro e bronzo,) e commerciale, ma anche sotto l'aspetto culturale
e artistico, come punto di fusione di civiltà diverse.
La prima fortezza fu costruita dal Greco Siracusano Gerone I nel
474 a.C., venuto in aiuto dei Cumani nella guerra contro i Tirreni.
In seguito alla vittoriosa battaglia, svoltasi nelle acque prospicenti
l'odierno comune di Lacco Ameno.
Gerone I ottenne come ricompensa l'isola d'Ischia ed il Castello.
Ai Romani si deve la scoperta delle fonti e la costruzione delle
Terme. I Romani allargarono i loro interessi da Lacco Ameno fino
ad Ischia, dove nello specchio d'acqua tra il Castello Aragonese
e gli scogli di Sant'Anna (oggi chiamata Cartaromana) fiorì,
tra il III e il II secolo a.C. un centro urbano denominato Aenaria.
Aenaria fabbricava infatti, oltre alle tradizionali terracotte,
anche armi destinate all'esercito di Roma.
Molto probabilmente i Romani utilizzarono il Castello come fortino
difensivo e vi edificarono alcune abitazioni.
Dal 1000 d.C. l'Isola prese una volta per tutte il nome di Ischia.
Durante Alto Medio Evo anche l'isola d'Ischia , patisce stragi
e saccheggi con l'arrivo di Goti, Longobardi e Normanni. Ischia
passò così sotto la dominazione degli Svevi, che
nel 1154 diedero inizio all'edificazione del Castello, sede, allora,
del governatore e delle massime autorità. Il loro comando
durò 100 anni, poi gli Spagnoli e i Francesi si disputarono
per secoli i diritti sull'isola e sul Castello.
Nei secoli seguenti i saccheggi e le dominazioni dei Visigoti,
Ostrogoti, Vandali, Normanni , Arabi, Svevi e Angioini trasformarono
completamente la fortezza di Gerone.
L'eruzione del Monte Trippodi, avvenuta nel 1301, costituì
una spinta notevole allo sviluppo delle abitazioni sul Castello:
gli Ischitani si rifugiarono sulla fortezza che garantiva maggiore
tranquillità e sicurezza e fecero nascere una vera e propria
cittadina.
Nel 1441 Alfonso d'Aragona ricostruì il vecchio maschio
d'età angioina, congiunse l'isolotto all'isola maggiore
con un ponte in muratura e fece costruire possenti mura e fortezze,
dentro le quali quasi tutto il popolo d'Ischia trovò asilo
e protezione contro gli attacchi dei pirati. Verso il 1750 cessato
il pericolo dei pirati, la gente cercò più comoda
dimora nei vari comuni dell'isola d'Ischia alla ricerca di nuova
terra da coltivare e per curare meglio l'attività della
pesca.
Infine Ischia fu occupata dai Francesi nel 1806 ai Francesi si
deve la decisione della divisione dell'Isola in Comuni dopo qualche
anno l'isola torna ai Borboni.
Nel 1809 gli Inglesi assediarono la rocca, tenuta dai Francesi,
e la cannoneggiarono fino a distruggerla quasi completamente.
Nel 1823 il re di Napoli, Ferdinando I, mandò via gli ultimi
30 abitanti e fece diventare il Castello un luogo di pena per
gli ergastolani. Nel 1851 lo usò come prigione politica
per quegli uomini che si erano opposti al potere dei Borboni.
Nel 1860, con l'arrivo di Garibaldi a Napoli, il carcere politico
fu soppresso e Ischia si unì al Regno d'Italia. L'8 Giugno
1912 l'Amministrazione del Demanio, con trattativa privata, mise
in vendita all'asta il Castello Aragonese: da quel momento il
Castello Aragonese è nelle mani di privati che ne curano
i restauri e la gestione. |
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